sabato 13 marzo 2010

TAGLIATELLE AI CARCIOFI

E' sabato pomeriggio, sta facendo buio, solo sola soletta...
Dopo una settimana di tregenda  con bufere di neve, venti da tornados e temperature sotto i tacchi, stamani ci siamo svegliati con una leggera foschia, le macchine infarinate di brina e un solicino timido che tentava di spuntare da dietro il Pratomagno. Poi è venuta fuori una bella giornatina, tanto che il padron di casa si è dedicato alla potatura degli ulivi, non è che abbiamo i campi!, però nel giardino di mia figlia ci sono tre piantine alte un metro e mezzo che vogliono un po' d'attenzioni, altrimenti come si fa a crescere?
Invece io mi sono dedicata alle cibarie.  Ho preparato la mia versione delle lasagne ai carciofi della Prova del Cuoco, mi sembra le avesse fatte la Moroni, ma siccome non avevo voglia di fare la sfoglia ho usato un pacco di tagliatelle all'uovo che, hai visto mai, tengo di riserva in dispensa.

LASAGNE AI CARCIOFI
Ingredienti:
- 250 gr di tagliatelle all'uovo secche
  ripieno
- 4 carciofi freschi
- 1 spicchio d'aglio
- 100 gr di prosciutto crudo tagliato un po' spesso
- 50 gr di parmigiano grattugiato
- 2 cucchiai d'olio evo
- sale e poco peperoncino
   vellutata
- 350 gr circa  di brodo di carne
- 25 gr di burro
- 25 gr di farina
- sale e noce moscata a piacere
Procedimento
Dopo aver pulito i carciofi li ho affettati non troppo sottilmente e li ho fatti stufare in padella con l'olio, l'aglio, il sale e il peperoncino. Nel frattempo ho tagliato due fette di prosciutto e le ho tuffate per pochi minuti, 2 o 3, un una pentolina con acqua in ebollizione, questo serve per togliere il sale in eccesso, poi le ho tagliate a listarelle.









Per la vellutata si procede come per una normale besciamella, si fa sciogliere il burro, ci si gette la farina tutta insieme, si gira bene con il mestolo di legno per far sciogliere i grumi e si fa soffriggere, sempre girando, per alcuni minuti finchè l'impasto diverta leggermente brunito; ora si comincia a versarvi il brodo caldo e si fa assorbire il primo romaiolo dall'impasto, non si aggiunge il secondo finchè il primo è totalmente amalgamato, altrimenti si rischiano i grumi;  il fornello deve essere basso altrimenti si rischia l'attaccaticcio.Aggiustare di sale e noce moscata e far cuocere, sempre girando, finchè la vellutata sarà della consistenza giusta, cioè come una normale besciamella.


Ho messo l'acqua, con il sale, per cuocere le tagliatelle e le ho tirate su al dente.
 In una pirofila ho messo un po' di vellutata, due forchettate di tagliatelle, un po' di carciofi, un ciuffetto di listarelle di prosciutto e una spolverata di parmigiano, poi ho ricomimciato fino a esaurimento degli ingredienti, per ultimo ho versato la rimanenza della vellutata.
Ho passato il tutto al forno per circa 10 minuti a 180° e poi....
E' venuta da leccarsi i baffi!!!
Però la prossima volta voglio fare una dose maggiore di vellutata per rendere il tutto più cremoso!

lunedì 8 marzo 2010

MENO MALE CHE C'E' CARLA BRUNI!!!

Premetto che in fatto di politica sono di un'ignoranza abissale, me ne dolgo perchè non è giusto, ma così è.
Però c'è una cosa che ultimamente mi "disturba" : la riammissione alle elezioni prossime venture delle liste che per "motivi tecnici" ne erano state escluse.
Capisco che erano liste di partiti importantissimi, che erano in gioco equilibri già molto fragili, che le elezioni ne potevano venite stravolte e falsate...ma ...perchè un cittadino miserello che consegna in ritardo (di un giorno, appunto) i documenti per partecipare ad un qualsivoglia concorso, dal quale potrebbe dipendere il suo miserello futuro, viene elegantemente, non sempre in verità elegantemente, invitato a levarsi di torno?
 Ciò è successo ad una mia collega diversi anni fa,  la quale il concorso lo aveva pure vinto e mancava soltanto un documento d'identità valido, e, pochi mesi fa, a mia figlia.....
Mi domando : ci sono diversi pesi e diverse misure rispetto all' importanza dei personaggi coinvolti?
Ma non eravamo in una democrazia dove "siamo tutti uguali"?
Certo queste piccolezze, la riammissione intendo, non dovrebbero farmi perdere il sonno, ma chissà perchè le vivo come la classica goccia che fa traboccare un vaso non dico pieno ma in fase di esplosione.
Detto questo non mi resta che augurare a tutte le mie "colleghe", all'anagrafe indicate come di sesso femminile, un fiorito
                                 BUONA FESTA DELLE DONNE!!!!!!
Si è capito che è ironico?
In un paese cosiddetto civile, dove per avere qualche fanciulla nei posti chiave della politica ci siamo , anzi, si sono, inventati le "quote rosa", l'ironia negli auguri è, secondo me, necessaria perchè non si creda, noi fanciulle appunto, che basta un mazzolin di fiori per essere considerate almeno qualcosa più di un numero.
E così io, che vado sempre vagando e non guardo nè i reality e nè Sanremo, sono rimasta colpita dalla canzone di Cristicchi che, guarda caso, ho sentito alla radio sabato.....non c'è niente di meglio che una bella donna per far dimenticare a tutti i problemi della vita! Viva l'ironia!!!

E ci va pure bene! Qualcuno ha visto il reportage sulle donne in Afganistan sotto il dominio dei talebani che Uno Mattina ha messo in onda stamani?

Ora basta con le vibranti reprimende! Ecco una bella cremina per scaldarci il cuore in questi ultimi freddi!

CREMA DI PORRI   a modo mio ovviamente.
Ingr.
- porri, se piccoli uno a persona, se grandi uno ogni due
- patate, idem come i porri
- 2 cucchiai d'olio evo
- noce moscata, grattugiata, a piacere
- sale e pepe q.b.
- uno o due romaioli di brodo a persona, va bene di carne o di verdure, anche di dado se proprio non c'è altro
- fette di pane toscano, o come vi pare
Proc.
Lavare bene i porri, togliere loro le barbe e una o due foglie esterne, spuntare le foglie ma non togliere tutto il verde, è buono e fa bene, tagliuzzare i porri e metterli in una casseruola con l'olio.
Pelare le patate, lavarle e tagliarle a cubetti, metterle insieme ai porri e far stufare il tutto unendo il sale e girando ogni tanto, se si asciugano troppo si possono mettere due o tre cucchiai d'acqua.

Quando le verdure saranno ben appassite unire un paio di romaioli di detto brodo e, con il mixer a immersione, frullare il tutto fino ad ottenere una crema liscia che verrà un po' allungata con il restante brodo, unire la noce moscata, aggiustare di sale e pepe.



Versare la crema nelle scodelle accomodarvi qualche cubetto di pane fritto in poco olio e appena salato e ...  Buon Appetito!

sabato 27 febbraio 2010

...NON MI E' RIUSCITO...!!!!!!


Io non lo so perchè!!!!
Tra me e il mondo dei pc c'è un rapporto altalenante! A volte sembra tutto facile, riesco a capire le istruzione e le metto in atto, a volte mi sembra di avere a che fare con un mostriciattolo dispettoso, uso quelli che gli inglesi dicono abitare nelle vecchie case di campagna, che mi confonde e mi impedisce di realizzare ciò che desidero!!!
UFFA
Tutto questo per introdurre la mia sconfitta! Volevo partecipare al contest di Susina strega del the http://lasusinaontherocks.blogspot.com/, quello a cui bisognerebbe inviare la ricetta di qualche pietanza a base di te, ma per partecipare bisogna mettere sul blog la foto di quella simpaticissima signora, sospetto appunto che sia inglese...,  che beve il suo te con un'aria alla "fatti più in là" che mi fa morire dal ridere..., ma non mi è riuscito!!!!
Ho provato tre volte e sui miei documenti c'è la prova, ma il post non mi prende la foto...dice che non è del formato giusto, o che è "rovinata"!
Ma che ne so!
Comunque questa è la mia ricettina e non me ne voglia la dolce streghetta, ci ho provato!

BIGNE' ALL'OLIO AL PROFUMO DI THE
Ingredienti:
Questa volta ho fatto una dose minima di pasta per bignè perche questo fine settimana siamo solo io e il padron di casa, ne sono venute 15.
- 100 gr di uova intere ( circa 2 )
- 35 gr di acqua
- 35 gr di latte fresco intero
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- un pizzico di sale
- 25 gr di olio extraverg d'oliva
- 40 gr di farina 00
Per la crema 
- 3 tuorli
- 120 gr latte intero
- 50 gr di panna fresca
- 50 gr di zucchero
- 15 gr di amido di mais
- un pizzichino di sale
- 3 cucchiaini  di the concentrato
Per la glassa
-  tre o quattro bastoncini di zenzero candito
- 4 cucchiai di zucchero a velo
- 2 cucchiai di tè,
 regalo graditissimo di Natale da parte della mia nipote grande ( in questo caso sono la zia),
" Santa Claus" proveniente da un conosciuto negozio di Firenze. Non mi intendo molto di tè, come del resto di tante altre cose, non so con quali essenze è composta la miscela, ma dentro ci sono delle belle foglie brune, delle piccolissime bacche rosse, bacche nere e schegge di mandorle. L'aroma è dolce e persistente e non è necessario zuccherare molto perchè è dolce di suo.
Procedimento:
Per fare i bignè si procede come al solito cioè : si mettono acqua, latte, olio, sale e zucchero a bollire, appena il bollore sale si toglie il pentolino dal fuoco e si getta la farina, tutta insieme, nel liquido e si gira con entusiasmo e con un cucchiaio di legno finchè il tutto sarà amalgamato; si rimette sul fuoco e si fa asciugare, sempre girando, per circa tre minuti. A questo punto conviene accendere il forno a 195°.
Quando al temperatura dell'impasto si è un po' attenuata si uniscono le uova, un po' alla volta, e si mescola bene, questa volta con la frusta, fino ad avere un impasto liscio e vellutato.
 Con il sac-à-poche, o col cucchiaino, si mettono mucchietti di impasto sulla teglia rivestita di  carta forno e si fanno cuocere per circa 30/35 minuti.
Nel frattempo si prepara la crema: si mettono latte e panna al fuoco, si sbattono i tuorli con lo zucchero e il sale finchè diventeranno quasi bianchi, si unisce l'amido e si amalgama bene, si versa a filo,sull'impasto, sempre girando, il latte bollente, si rimette al fuoco e, mi raccomando si gira sempre!, appena comincia a rassodare la crema è pronta. Il tempo di fare la crema è giusto quello della cottura dei bignè!
Ora si prepara un infuso molto forte di tè, in una tazza d'acqua praticamente bollente, ho letto da qualche parte che l'acqua per il tè deve fare le bollicine e fremere ma non ribollire, si mettono i due cucchiai di tè e dopo 2 o 3 minuti si cola il tè nero e forte. Va lasciato intiepidire.
Tre cucchiaini di questo infuso vanno nella crema, amalgamati con cura. Io non uso la sacca per riempire le bignè preferisco tagliarle a metà e riempirle di crema!
In una tazza si mescola lo zucchero a velo con uno o due cucchiai di tè, va messo un po' per volta perchè c'è il rischio che sciolga troppo lo zucchero, con questa "pappina" si glassano le bignè, si mette un cubetto di zenzero candito sopra la glassa per smorzare il dolce e dare un pizzico di vitalità al tutto ed...
ecco fatto!

Oh! Il tè avanzato l'ho allungato con acqua caldissina, ci ho messo la glassa avanzata e me lo sono gustato alla faccia di tutti i compiuter del mondo!


lunedì 15 febbraio 2010

CENCI : IL "DOLCE" CARNEVALE

Ed è già Carnevale!!!
Mamma mia, quest'anno è  stato così breve l'intervallo tra le feste natalizie e il periodo degli scherzi e delle mascherine, che non mi sono neppure resa conto che ci siamo!!!
Poi c'è da dire che i cuccioli crescono. Non si accontentano più della festicciola alla Casa del Popolo o in Parrocchia, vorrebbero feste più ricche, più elaborate...Qui, in paese, non c'è nulla. Al massimo il martedì grasso passano il pomeriggio a tirarsi schiuma e uova, terribile gioco!, per le strade e tutto si risolve in grandi corse per scappare o acchiappare..dipende se sei preda o predatore...e i bei costumi che crea la nonna sono solo d'intralcio...Pazienza, anche le figlie hanno passato questo periodo, per poi ricominciare il gioco del travestimento appena la maturità ha aperto orizzonti nuovi!!!
Così, invece che con i cenci di stoffa, mi diverto con quelli di pasta...

CENCI DI CARNEVALE
Questa ricetta me l'ha data un' amica: Margherita, la bellezza di una ventina d'anni fa e da allora in casa mia si fanno così:

Ingredienti:
- 1/2 Kg di farina 00
- 60 gr di burro a temperatura ambiente a pezzetti
- 1 uovo e 1 tuorlo
- 3 cucchiai di zucchero (a velo ma anche normale)
- 1 bicchiere circa di vino bianco buono o vin santo secco
- sale un pizzichino
- olio di semi di arachide per friggere
- zucchero a velo vanigliato

Preparazione:
Sulla spianatoia fare la fontana della farina e, al centro, mettere tutti gli ingredienti, lavorare con energia come una comune pasta da sfoglia.
Quando sarà liscia ed elastica avvolgere la pasta in carta pellicola e farla riposare per almeno un'ora.
Ora è da tirare...ad essere  veri cuochi si dovrebbe usare il matterello, ma io sono una cuoca così così e adopero quella che, universalmente ormai , viene chiamata "nonna papera". La pasta va tirata finissima, all'ultima tacca!  Io mi sono organizzata e, per avere le mani libere e durare meno fatica, un " milione d'anni fa" mi procurai un bel motorino da applicare alla "nonna papera" della mia mamma...(un po' come mettere un motore fuoribordo alla caravella di Colombo!) e così, con un rumore infernale, si ottengono strisce meravigliose!


Le strisce vanno tagliate alla "sanfason", con la rotella dentellata e poi fritte in un tegame con molto olio, nel così detto  olio profondo; quando è ben caldo si gettano i cenci pochi per volta e in pochi attimi gonfieranno e doreranno, attenzione che fanno presto!
. Si tirano su con le pinze, si appoggiano su carta casa ad asciugare, non si impregnano per niente, e poi si spolverano di abbondante zucchero a velo vanigliato .
 La figlia grande li ha presentati al suo compagno, grossetano, come delle " cosine che, umh.. umh .., si mordono, si sbriciolano in bocca e...si sciolgono...umh..umh". Lui ha assaggiato, ha fatto "umh...umh.." ed ha chiesto se lei aveva preso la ricetta per poterle riassaporare molto presto!

martedì 9 febbraio 2010

LE RAPINE CON ROSTICCIANA E GITA A ROMA


Questo post è un po' un mescolone...Ho messo insieme due cose che non hanno collegamento nè di tempo nè di spazio, però volevo parlare di ambedue e così...
 Cominciamo con la soddisfazione del palato!
In Toscana le "rapine" non sono solo quelle brutte cose che si fanno con mano più o meno armata, sono anche verdure, in certi posti si chiamano rapi, in altri cimette oppure broccoli, poi di sicuro avranno altri nomi che non so. La mia mamma le preparava spesso in inverno ed io, da giovane, non le amavo molto, poi....si invecchia, si comincia a capire molte cose, il gusto cresce, si affina ed ora mi piacciono moltissimo!
Sono verdure del freddo, per essere buone devono aver passato almeno tre o quattro nottate sotto la brina, così saranno tenerelle e gustose altrimenti sanno di fieno.
Se si amano non ci spaventerà neppure la lunga pulitura, infatti vanno tenute a bagno almeno mezz'ora, poi vanno "sfilate" tutte, ad una ad una, cioè si spezzano a metà con un colpetto secco e si tirano via i filetti che rivestono gli steli, le parti più grosse vanno sbucciate. Quando saranno tutte belle pulite si sciacqueranno diverse volte con acqua fresca.


Ora occorre un bel pentolone con due o tre dita di acqua, appena bolle si aggiunge un mezzo cucchiaio di bicarbonato  (che aiuta a mantenere il bel colore verde e le intenerisce) , farà una immediata schiuma e mentre ancora monta buttare le rapine ben grondanti di acqua, pigiarle un po' dentro la pentola e coprire.




Mentre cuociono bisogna rigirarle spesso in modo che cuociano in maniera uniforme, stando attenti che il liquido di cottura non trabocchi, è sensibile perchè con il bicarbonato gonfia un po'.
Non si mette sale e il tempo di cottura varia secondo la quantità e la tenerezza delle verdure, comunque al massimo ci vogliono un quarto d'ora, venti minuti, per essere sicuri si tasta un gambetto...
Si scolano e, quando saranno tiepide, si strizzano tra le mani formando delle palle grandi come quelle da tennis o un po' di più.

La rosticciana : sono le costoline del maiale che il macellaro intacca un po' con due colpi di mannaia e la cuoca ritaglia col coltellaccio seguendo l'osso.
Taglio molto gustoso e non troppo caro.

In padella si fanno rosolare nel loro grasso da tutte le parti salando il necessario, si tolgono. Nell'untino rimasto in padella si mettono due o tre spicchi d'aglio vestito e schiacciato con il palmo della mano , qualche pezzetto di peperoncino e le rapine tagliuzzate con le forbici.

Farle insaporire unendo il sale, infine rimettere le costolette e continuare la cottura per alcuni minuti a teglia coperta sempre controllando che non si attacchino.




Pietanza robusta e saporitissima!


Ed ora ..la gita!
Mentre caricavo le foto mi sono resa conto che la bellezza mi ha preso la mano! Non sono un fotografo professionista quindi le classiche immagini con cui ho riempito la memoria del cellulare ve le risparmio!
Quindi qualche accenno, qualcosa che mi ha colpito...
La "barcaccia" di notte:

Io che bevo....

La vetrina di un gelataio, ma il gelato dov'è?..

Questa è classica: La Fontana di Trevi


Il giorno dopo abbiamo camminato molto. In compagnia di un romano doc si fanno le scorciatoie e quindi....

 
si può osservare come l' "integrazione" tra antico e odierno sia normale in pieno centro.
Le case abitate si amalgamano ai ruderi, che vengono adoperati come supporto e utilizzati come materiale da costruzione, ovvio che questo è stato fatto in passato, oggi nessuno si sognerebbe di utilizzare un frontone di tempio come architrave della porta di casa...

Eppure appoggiare il motorino alle mura medioevali non è poi così sconveniente...
E se si ha voglia di giardino?

Il ritratto del gatto di famiglia abbellisce lo stipite del garage....


Altra foto d'obbligo....
E per costruire questo...si è distrutto qualcosa di simile che ancora è lì accanto...
..in osservazione ci sono la figlia "piccola", il padrone di casa e il "romano doc"...

Queste sono le entrate nei palazzi del potere...la Camera e il Senato...le eminenze grigie che "guidano" il nostro Paese passano di qui....

Anche i..(...chi lo sa di quale paese è questa monetina?) perdono i soldi...


 
Osservando questo panorama dei fori imperiali a me vengono in mente le persone, quelle che in più di duemila anni hanno contribuito alla costruzione di tutto ciò; penso a quanti , uomini, donne..hanno camminato, vissuto, pianto, riso, hanno sofferto per un lutto, un parto, hanno venduto merci, comprato ciò di cui avevano bisogno...a quante mani hanno toccato, scolpito, distrutto...delle cose antiche più che la bellezza mi colpisce l'umanità che traspare da tutto ciò! La bellezza è relativa al gusto, all'epoca, all'età e l'esperienza di chi guarda, ma la storia che viene fuori è oggettiva e indubbia!

Del Pantheon ho milioni di foto, queste sono: il  "buco", la domanda che qualche miliardo di turisti si è posta, si pone e si porrà... la risposta affissa al gabbiozzo delle informazioni...non ne potevano più.....
Questo è Pinocchio visto da uno che voleva rendere l'insegna del suo bar più attraente...

Gabbiani che riposano sulla STORIA....e se ne f...

Il padron di casa e la figlia "piccola" che...cammina cammina...hanno raggiunto il Colosseo!!!


Voglio chiudere con l'immagine che, per me, è l'emblema di questa bellessima gita : ...la via Appia Antica..
....ma quanto abbiamo camminato!!!!!

sabato 30 gennaio 2010

"METTI UN POMERIGGIO AL THE"......DOLCETTI E RICAMI


Far parte di un gruppo, riunirsi per condividere qualcosa che altri hanno nella memoria, nelle mani e nel cuore. Raccontarsi brani di vita, ricordare aneddoti buffi, persone che non ci sono più ma che hanno segnato la piccola storia di un paese, ripercorrere l'infanzia, la giovinezza, confrontare esperienze .
Questo è lo scopo, il motivo che spinge ad uscire di casa la sera, in inverno, anche se piove e fa tanto freddo...e tra una chiacchera e un'altra le vere "mani d'oro", le MAESTRE, sì, sì, va proprio scritto tutto maiuscolo, insegnano...dire insegnano mi è subito sembrato riduttivo, ma non so come altro dire...
Ecco, in questo gruppo, in questa scuola di ricamo, io, un po' forestiera in mezzo a compaesane che sono cresciute, e alcune invecchiate, insieme, ho trovato un calore che non mi aspettavo! Le mestre spiegano, dimostrano, esemplificano, ti portano i loro capolavori a far vedere, addirittura copiare!, ti svelano i trucchi di un mestiere antico, meraviglioso e completo. Sanno tutti i punti, sanno disegnare, comporre tovaglie, tende, lenzuoli, se non basta la lezione ti aprono la loro casa e puoi andare a chiedere e loro... danno... danno...
Lo stesso con le altre allieve, chi più sa mette a disposizione delle altre...Chi sa meno scherza, ride e impara...
Anche persone che non appartengono alla scuola portano i tesori di famiglia in nome dell'amicizia, ed  è tutto un fotocopiare e riporre in angoli segreti nella speranza di poter , un giorno, ricamare quella federa con su scritto " Liete notti " tra uno svolazzo e un uccellino che sembra volar via...








La scuola è aperta il giovedì dopo cena, ma  per oggi pomeriggio era stato organizzato un bel "the'"!
Un " the all'inglese " di casa nostra, con la teiera : un bollitore elettrico  gigante, le tazze di bone china: bicchieri di plastica, la zuccheriera d'argento : le bustine di carta monodose, i cucchiaini d'argento : le palettine preincartate da gelato, tovagliolini di carta...ma... un the speciale : la miscela di Sissi, imperatrice austriaca,  la torta della maestra Mirella, abbiamo capito sa fare altro oltre il punto antico... , e i miei biscottini alle nocciole...
TORTA DI MELE MIRELLA
Ingredienti:
- 1 vasetto di yogurt cremoso bianco
- 3 vasetti (si adopera il vasetto dello yogurt come unità di misura) di farina 00
- 1 vasetto di zucchero
- 1/2 vasetto di olio di semi
- 1 bustina di lievito per dolci
-2 uova
- 3 o 4 mele
Preparazione:
 Sbucciare e tagliare a fette le mele. Accendere il forno a 180°. Montare le uova con lo zucchero, unire lo yogurt, e, sempre montando, l'olio a filo, la farina mescolata con il lievito, delicatamente. Mettere l'impasto nella tortiera imburrata e spolverata di farina. Accomodarci sopra le mele come fossero i petali di una rosa. Infornare e, dopo circa 35 minuti, la torta è pronta, da tiepida sformarla e spolverizzare di zucchero a velo. Torta semplice, estremamente leggera e ottima di sapore!!



TOZZETTI ALLE NOCCIOLE
Ingredienti
- 300 gr di nocciole spellate e tostate in forno a 160° per 10 minuti
- 400 gr di farina
- 300 gr di zucchero
- 3 uova
- 180 gr di burro
 - un cucchiaino raso di lievito per dolci
- sale un pizzico
Preparazione:
Mentre le nocciole tostano in forno, mescolare velocemente e ad alta velocità, nel robot (che io, con l'aiuto di una cara amica, ho chiamato Berta), la farina e  il lievito, con il burro a tocchettini, le uova, lo zucchero e il sale, finchè diventa un impasto simile alla pasta frolla.



 Tritare grossolanamente le nocciole ancora calde, farle freddare e mescolarle all 'impasto.


Con il quale, dopo una brevissima lavorazione manuale sulla spianatoia, si preparano quattro "baccellotti" di circa 2 cm di diametro, si avvolgono nella carta frigo e si mettono in freezer per 15/20 minuti.
Preparare le teglie con la carta forno e accendere il forno ventilato a 170/180°, prelevare i baccellotti dal freezer, tagliarli a tocchetti, predisporli nelle placche e cuocerli per circa 20 minuti.


Una volta cotti si presentano un po' allargati ma buonissimi! Per questa ricettina devo ringraziare la mia carissima Laura!!!

Il nostro the è stato un successone!!!
Che bello giocare alle signore!!!

p.s. tanti tingraziamenti ancora alla dolce Anna per avermi aiutato con la musica!