Quando ero agli albori della giovinezza andava di moda questa canzone interpretata da Nada, è un titolo che mi sembra renda l'idea del momento... anche perchè noi siamo fortunati e l'era glaciale del 2012 ci sta girando intorno e di neve se ne è vista veramente poca! O almeno a me sembra poca, perchè io sono incosciente e quando volano i fiocchini l'entusiasmo mi ottenebra la mente!!!
Quindi fa freddo e si può mangiare! E, visto che la farina di castagne sfamava i poveri montanari di un tempo, ci sfamiamo un po' con un bel CASTAGNACCIO!
E' un dolce rusticissimo, ipercalorico e non difficile da fare, almeno il procedimento. Per rinfrescarmi la memoria ho consultato questo vecchio libro che possiedo da più di, sigh, trent'anni!!
Occorrente:
- 300 g di farina di castagne
- 40 g di pinoli
- 40 g di noci sgusciate
- 70 g di zibibbo ( è difficile trovarlo, si può mettere uva passa)
- un rametto di ramerino fresco
- un pizzico di sale
- 6 cucchiaiate di olio evo
- acqua q.b.
- ed io ci metto tre o quattro cucchiaiate di zucchero...
La cosa uggiosa, ma indispensabile, è setacciare la farina, perchè è finissima e tende ad assorbire la minima umidità e si rappalla...
Una volta setacciata si uniscono il sale e lo zucchero, poi, a filo, acqua fredda sempre mescolando, non si può dare una quantità precisa perchè dipende appunto da com'è la farina e la giornata...
Quando si è raggiunta la consistenza di una farinata si uniscono due cucchiai d'olio, i pinoli, le noci spezzettate, l'uvetta ammollata in un po' d'acqua e strizzata e alcuni aghi di rosmarino tritati finissimi...
A questo punto conviene accendere il forno a 220°.
Si mescola ancora e si versa in una tortiera in modo che l'impasto risulti alto un dito, tradizione vorrebbe che la teglia fosse rettangolare, ma mi è capitata tonda....
Cospargere la torta di altro rosmarino e altri due cucchiai d'olio, bisogna fare attenzione che la frutta secca sia
completamente ricoperta di impasto altrimenti si brucia...
Infornare ed abbassare il calore a 180 °, fa andare per 35/40 minuti. A questo punto cospargere il dolce con i rimanenti cucchiai d'olio, coprirlo con un pezzetto di carta stagnola e alzare la temperatura a 200° per altri 10 minuti, in effetti è un po' noiosa la cottura perchè il castagnaccio deve risultare morbido dentro e croccante fuori!!!
Non è bello, ma è eccellente!!!
E quando fa freddo cosa c'è di meglio di un bel cappottino di lana morbida e calda, cucito e ricamato dalle mie infaticabili manine? Veramente l'ho fatto la scorsa primavera per la mia figlia piccola...è venuto buono ora che anche a Roma tremano!!!
..in costruzione...
...indossato...
A dare retta tra amiche, conoscenti e perfino nei negozi avrei trovato clienti...che soddisfazione!!!
venerdì 10 febbraio 2012
sabato 28 gennaio 2012
RICORDI E.....TORTA "MAGRA"
Ormai è chiaro, al mio padron di casa, alle figlie, ai nipoti, agli amici tutti...e anche a coloro i quali mi conoscono per caso e di sfuggita : la mia memoria è ridotta ai minimi termini! Non è da poco tempo, io sono così da sempre. Guai a fidarsi di me per un indirizzo, la posizione di un oggetto in casa, l'assunzione di medicine, mie ed altrui, la data di un anniversario etc. etc.
Anzi, non è ridotta : è limitata.
Io ricordo solo ciò che vedo e, mi raccomando, che non sia abbinato ad un nome perchè cancello tutto! C'è chi dice che sono egocentrica ed egoista perchè ricordo solo ciò che mi interessa, ma non è vero!...per esempio so come si fa il calco in gesso di una statuetta, cosa che ho visto una sola volta alla televisione all'incirca venticinque anni fa (lo rifarei all'istante), oppure come Sal De Riso ha montato il Tiramisù, cosa vista circa quattro anni fa...mentre ancora scambio il numero del giorno di nascita della figlia piccola con quello del nipote...chi mi conosce sa quanto LORO mi interessino ! Tutto ciò mi imbarazza non poco quando incontro persone delle quali dovrei conoscere nome, cognome, figli.... e che, entusiasticamente, mi salutano chiedendo notizie di tutti i familiari e che io contraccambio dicendo timidamente : -Voi, tutti bene??
Non posso farci nulla...chi mi ama mi prende così, mia suocera diceva che a tutti i poeti manca un verso....
Dopo questa tiritera, meglio mangiare.
Mi erano avanzate sei chiare da un magnifico Latte alla Portoghese e non avevo voglia di fare le solite meringhe e così ho cercato una ricetta per una torta con albumi, poi mi mancava il burro...insomma ho cambiato tutto ed è venuta fuori questa:
L'ho chiamata Torta Bianca, ma si può dire anche Torta Magra
Ingredienti:
- 250 g di ricotta di mucca
- 250 g di zucchero + un cucchiaio
- 250 g di farina 00
- 1/2 bustina di lievito per dolci
- 6 albumi
- 1 limone bio scorza e succo
- sale un pizzichino
Sbucciare le mele, farle a spicchietti e metterle in una zuppiera con il cucchiaio di zucchero e il succo di limone.
Passare la ricotta allo schiaccia patate, si setaccia in un batter d'occhio!, ed aggiungere la scorza del limone.
Accendere il forno a 180° e preparare una teglia con la carta forno.
Montare le chiare a neve ferma con il pizzico di sale.
Mescolare delicatamente la ricotta setacciata alla farina e al lievito, poi unire un po' alla volta gli albumi montati.
Versare l'impasto nella teglia e accomodarvi sopra gli spicchi di mela.
Infornare per circa 60 minuti, magari coprendo la torta con un po' di alluminio nell'ultimo quarto d'ora.
Il padron di casa, ricco di colesterolo e di buon appetito, ha ringraziato!
Anzi, non è ridotta : è limitata.
Io ricordo solo ciò che vedo e, mi raccomando, che non sia abbinato ad un nome perchè cancello tutto! C'è chi dice che sono egocentrica ed egoista perchè ricordo solo ciò che mi interessa, ma non è vero!...per esempio so come si fa il calco in gesso di una statuetta, cosa che ho visto una sola volta alla televisione all'incirca venticinque anni fa (lo rifarei all'istante), oppure come Sal De Riso ha montato il Tiramisù, cosa vista circa quattro anni fa...mentre ancora scambio il numero del giorno di nascita della figlia piccola con quello del nipote...chi mi conosce sa quanto LORO mi interessino ! Tutto ciò mi imbarazza non poco quando incontro persone delle quali dovrei conoscere nome, cognome, figli.... e che, entusiasticamente, mi salutano chiedendo notizie di tutti i familiari e che io contraccambio dicendo timidamente : -Voi, tutti bene??
Non posso farci nulla...chi mi ama mi prende così, mia suocera diceva che a tutti i poeti manca un verso....
Dopo questa tiritera, meglio mangiare.
Mi erano avanzate sei chiare da un magnifico Latte alla Portoghese e non avevo voglia di fare le solite meringhe e così ho cercato una ricetta per una torta con albumi, poi mi mancava il burro...insomma ho cambiato tutto ed è venuta fuori questa:
L'ho chiamata Torta Bianca, ma si può dire anche Torta Magra
Ingredienti:
- 250 g di ricotta di mucca
- 250 g di zucchero + un cucchiaio
- 250 g di farina 00
- 1/2 bustina di lievito per dolci
- 6 albumi
- 1 limone bio scorza e succo
- sale un pizzichino
Sbucciare le mele, farle a spicchietti e metterle in una zuppiera con il cucchiaio di zucchero e il succo di limone.
Passare la ricotta allo schiaccia patate, si setaccia in un batter d'occhio!, ed aggiungere la scorza del limone.
Accendere il forno a 180° e preparare una teglia con la carta forno.
Montare le chiare a neve ferma con il pizzico di sale.
Mescolare delicatamente la ricotta setacciata alla farina e al lievito, poi unire un po' alla volta gli albumi montati.
Versare l'impasto nella teglia e accomodarvi sopra gli spicchi di mela.
Infornare per circa 60 minuti, magari coprendo la torta con un po' di alluminio nell'ultimo quarto d'ora.
Il padron di casa, ricco di colesterolo e di buon appetito, ha ringraziato!
lunedì 23 gennaio 2012
PENSIERO
Tutti ne parlano.
Non volevo essere tra i"tutti", ma un pensiero alla Concordia lo devo dedicare.
Più che un pensiero una preghiera per loro, quelli che sono laggiù, al freddo, al buio e che credevano di essere nel mondo delle fiabe, lo so, nel 2005 c'ero anch'io su una di quelle città galleggianti...pensi che lì non possa accadere niente, che tutto sia perfetto...siamo arroganti noi umani, crediamo di avere il controllo di ogni cosa e invece...
Questo è il mio quadro di Natale, si chiama "Maternità", dedicato a tutte le mamme di ogni luogo e ogni tempo.
Non volevo essere tra i"tutti", ma un pensiero alla Concordia lo devo dedicare.
Più che un pensiero una preghiera per loro, quelli che sono laggiù, al freddo, al buio e che credevano di essere nel mondo delle fiabe, lo so, nel 2005 c'ero anch'io su una di quelle città galleggianti...pensi che lì non possa accadere niente, che tutto sia perfetto...siamo arroganti noi umani, crediamo di avere il controllo di ogni cosa e invece...
Questo è il mio quadro di Natale, si chiama "Maternità", dedicato a tutte le mamme di ogni luogo e ogni tempo.
martedì 17 gennaio 2012
......SALE.....
E sabato ci sono ricascata...
Mi dico sempre di stare attenta..., che non è più il caso..., ma è bastato un attimo di distrazione e...
Ho compiuto gli anni un'altra volta!!!!
Però ho deciso che, d'ora in avanti, avrò sempre 39 anni e...(per ora)6937 giorni, più o meno perchè non ho tenuto in considerazione i bisestili....
Per festeggiare, il mio padron di casa mi ha portatato a Firenze!
Di questi tempi non è semplice andare in città! E il parcheggio? E le telecamere per la zona verde? E gli autovelox nascosti dietro ai platani? Insomma è un'impresa, che il mio cavaliere ha affrontato senza paura!
E che soddisfazione!!!!
Siamo andati al "Il Teatro del Sale", in pieno centro, tra il Mercato di Sant'Ambrogio e il Mercatino delle Pulci, lì, dietro le Murate (antico carcere femminile, ovviamente convertito in altro), tra i vicoletti dove si respira la "fiorentinità", ancora e nonostante la miriade di stranieri che in tutte le forme, qualifiche e pretese gravitano nei dintorni!
Se non ho capito male questo palazzo fu donato a delle suore, credo due secoli fa, ed era un luogo di rifugio per le donne che si ritrovavano accanto un marito funesto, infatti si chiamava "Le malmaritate"! Sic!!!
E' stato un magazzino per tante merci, un laboratorio tessile, nascondiglio di ebrei durante l'invasione nazi-fascista e perinfino (!) spazio adibito alla maturazione delle banane!
Oggi è una bottega, proprio nell'eccezione del significato, cioè luogo dove si lavora rielaborando idee.
Insomma qui si mangia e si gode di spettacoli vari, divertenti, profondi, leggeri ecc. ecc.
Funziona così: è un club, quindi ci vuole la tessera, nei giorni di punta bisogna prenotarsi, perchè non ci stanno più di 99 soci a volta( non vi dico gli stranieri che fanno a cazzotti per entrare) e si può cenare con un magnifico buffet, ci si serve praticamente da soli, ci si procurano bevande alla spina e ci si sparecchia da soli:
Consiste in un grande spazio, altissimo, con il soffitto in legno, il pavimento in legno, molto vissuto, e tavoli, da due, da sei, da dieci e anche più, panche adibite a mense e sedie di forme varie, tutto smontabile in pochi minuti, perchè sul fondo c'è un bel palcoscenico e quando uno si è riempito lo stomaco per benino, si toglie tutto, si mettono le sedie come fosse una platea e ci si gode il nutrimento per la mente!
Inoltre c'è una grande cucina a vista dove campeggia un forno a legna e un camino enorme dove girano polli e carni varie...
Il re di tutto ciò è questo bel signore, Fabio Picchi, cuoco di fama e fiorentino doc, che dona ai commensali le sue magnifiche pietanze a suon di urli...infatti si affaccia alla porta della cucina e annuncia con tutto il fiato che ha : " Gnocchi di semolino!!!" e dopo che la folla si è gettata sugli enormi vassoi, declama: " Piatto raro e pericoloso: lampredotto alle patate!!!", dove raro sta per difficile da trovare e pericoloso lo è per il girovita...
Questi erano i paccheri al sugo...
In questo ameno modo ci siamo sbafati (oltre ai già menzionati):
Ceci lessati e conditi
Insalata di patate, barbe rosse, cipolla cruda
Lenticchie in umido
Polpettine di pollo alla livornese
Purea di broccoli
Cardi al formaggio
Risotto di calamari in zimino
Gallina lessa con peperoncini sott'aceto
Arrosto girato con patate al forno (da notare il vassoietto)
Pane fatto lì per lì
Schiacciata al lardo di colonnata
Panna con i cialdoni
Torta morbida al cioccolato
Salvo essermi dimenticata di qualcosa!
Ovvio che di tutto ciò abbiamo preso una piccola porzione...ma se uno avesse avuto un appetito pantagruelico poteva soddisfarlo!!!
Se ho capito bene ogni cena è diversa dall'altra, sempre rispettando la tradizione fiorentina, l'olio extra vergine d'oliva a fiumi e l'ugola dello chef!!!
Tutto ciò è iniziato alle diciannove e venti, è finito alle ventuno e trenta e dopo dieci minuti eravamo tutti seduti in "platea" ad ascoltare ed applaudire una bravissima soprano che si è cimentata in arie dalla Traviata!!!
E cosa chiedere di più?
Mi dico sempre di stare attenta..., che non è più il caso..., ma è bastato un attimo di distrazione e...
Ho compiuto gli anni un'altra volta!!!!
Però ho deciso che, d'ora in avanti, avrò sempre 39 anni e...(per ora)6937 giorni, più o meno perchè non ho tenuto in considerazione i bisestili....
Per festeggiare, il mio padron di casa mi ha portatato a Firenze!
Di questi tempi non è semplice andare in città! E il parcheggio? E le telecamere per la zona verde? E gli autovelox nascosti dietro ai platani? Insomma è un'impresa, che il mio cavaliere ha affrontato senza paura!
E che soddisfazione!!!!
Siamo andati al "Il Teatro del Sale", in pieno centro, tra il Mercato di Sant'Ambrogio e il Mercatino delle Pulci, lì, dietro le Murate (antico carcere femminile, ovviamente convertito in altro), tra i vicoletti dove si respira la "fiorentinità", ancora e nonostante la miriade di stranieri che in tutte le forme, qualifiche e pretese gravitano nei dintorni!
Se non ho capito male questo palazzo fu donato a delle suore, credo due secoli fa, ed era un luogo di rifugio per le donne che si ritrovavano accanto un marito funesto, infatti si chiamava "Le malmaritate"! Sic!!!
E' stato un magazzino per tante merci, un laboratorio tessile, nascondiglio di ebrei durante l'invasione nazi-fascista e perinfino (!) spazio adibito alla maturazione delle banane!
Oggi è una bottega, proprio nell'eccezione del significato, cioè luogo dove si lavora rielaborando idee.
Insomma qui si mangia e si gode di spettacoli vari, divertenti, profondi, leggeri ecc. ecc.
Funziona così: è un club, quindi ci vuole la tessera, nei giorni di punta bisogna prenotarsi, perchè non ci stanno più di 99 soci a volta( non vi dico gli stranieri che fanno a cazzotti per entrare) e si può cenare con un magnifico buffet, ci si serve praticamente da soli, ci si procurano bevande alla spina e ci si sparecchia da soli:
Consiste in un grande spazio, altissimo, con il soffitto in legno, il pavimento in legno, molto vissuto, e tavoli, da due, da sei, da dieci e anche più, panche adibite a mense e sedie di forme varie, tutto smontabile in pochi minuti, perchè sul fondo c'è un bel palcoscenico e quando uno si è riempito lo stomaco per benino, si toglie tutto, si mettono le sedie come fosse una platea e ci si gode il nutrimento per la mente!
Inoltre c'è una grande cucina a vista dove campeggia un forno a legna e un camino enorme dove girano polli e carni varie...
Il re di tutto ciò è questo bel signore, Fabio Picchi, cuoco di fama e fiorentino doc, che dona ai commensali le sue magnifiche pietanze a suon di urli...infatti si affaccia alla porta della cucina e annuncia con tutto il fiato che ha : " Gnocchi di semolino!!!" e dopo che la folla si è gettata sugli enormi vassoi, declama: " Piatto raro e pericoloso: lampredotto alle patate!!!", dove raro sta per difficile da trovare e pericoloso lo è per il girovita...
Questi erano i paccheri al sugo...
In questo ameno modo ci siamo sbafati (oltre ai già menzionati):
Ceci lessati e conditi
Insalata di patate, barbe rosse, cipolla cruda
Lenticchie in umido
Polpettine di pollo alla livornese
Purea di broccoli
Cardi al formaggio
Risotto di calamari in zimino
Gallina lessa con peperoncini sott'aceto
Arrosto girato con patate al forno (da notare il vassoietto)
Pane fatto lì per lì
Schiacciata al lardo di colonnata
Panna con i cialdoni
Torta morbida al cioccolato
Salvo essermi dimenticata di qualcosa!
Ovvio che di tutto ciò abbiamo preso una piccola porzione...ma se uno avesse avuto un appetito pantagruelico poteva soddisfarlo!!!
Se ho capito bene ogni cena è diversa dall'altra, sempre rispettando la tradizione fiorentina, l'olio extra vergine d'oliva a fiumi e l'ugola dello chef!!!
Tutto ciò è iniziato alle diciannove e venti, è finito alle ventuno e trenta e dopo dieci minuti eravamo tutti seduti in "platea" ad ascoltare ed applaudire una bravissima soprano che si è cimentata in arie dalla Traviata!!!
E cosa chiedere di più?
martedì 20 settembre 2011
UN AMICO
Parole...
Come è difficile concretizzare a parole i sentimenti, le sensazioni, la commozione che ci sommergono quando succede....
Amico, che parola abusata.
Cosa significa "amico" ? E' forse quello che ti ascolta mentre recrimini contro tutto e tutti, ma poi ti abbraccia?
E' quello che letica con te perchè non è d'accordo come educhi i tuoi figli, e lui non ne ha, e poi ti presta i soldi per aiutarli?
E' quello che se gli telefoni a qualsiasi ora del giorno, e della notte, molla tutto e si fa centotrenta chilometri per venire ad aiutarti?
Forse è quello che diventa il padrino della tua nipotina e ne va orgoglioso come se fosse la sua?
Oppure è quello che parla, discute, si confronta con te per trent'anni e sembra sempre solo ieri...
Allora tu, che eri tutto questo e anche di più, sei stato un VERO AMICO...
Là dove sei prega per noi.
Come è difficile concretizzare a parole i sentimenti, le sensazioni, la commozione che ci sommergono quando succede....
Amico, che parola abusata.
Cosa significa "amico" ? E' forse quello che ti ascolta mentre recrimini contro tutto e tutti, ma poi ti abbraccia?
E' quello che letica con te perchè non è d'accordo come educhi i tuoi figli, e lui non ne ha, e poi ti presta i soldi per aiutarli?
E' quello che se gli telefoni a qualsiasi ora del giorno, e della notte, molla tutto e si fa centotrenta chilometri per venire ad aiutarti?
Forse è quello che diventa il padrino della tua nipotina e ne va orgoglioso come se fosse la sua?
Oppure è quello che parla, discute, si confronta con te per trent'anni e sembra sempre solo ieri...
Allora tu, che eri tutto questo e anche di più, sei stato un VERO AMICO...
Là dove sei prega per noi.
giovedì 8 settembre 2011
AL MARE....DOLCE "MEGA"...
Al mare...mica solo i cuccioli hanno avuto la loro festa... anche i grandi hanno gradito avere compagnia...e così in una bella serata, una delle poche in verità perchè il tempo non è stato splendido quest'anno, io e il padron di casa abbiamo imbastito una bella cenetta... per ora vi regalo questa
CHARLOTTE AI LAMPONI E CHANTILLY AL LIMONE (tratta da Alice di Agosto)
Ingredienti:
- per il pan di Spagna
10 tuorli
10 albumi
300 g zucchero
300 g farina 00
(io ci metto 1/3 di bustina di lievito tanto per non aver paura)
un pizzichino di sale
- per la chantilly al limone
8 tuorli
1 l di latte intero
250 g di zucchero
100 g di farina
scorza di un limone non trattato
il dentro di un baccello di vaniglia
60 g di limoncello
500 g di panna fresca
- per la bagna
2 bicchieri d'acqua
un bicchierino di limoncello
tre cucchiai di zucchero
- per la decorazione
4 cestini di lamponi freschi (lavati e asciugati delicatamente)
250 g di panna fresca (io ne ho usata meno)
Procedimento
Per fare il pan di Spagna, accendere il forno a 180 / 200°, si montano i tuorli con 100 g di zucchero e le chiare, a neve ferma, con i restanti 200 g.Unire delicatamente tuorli e chiare montati, alla farina setacciata con il lievito e amalgamare bene con il solito movimento dall'alto in basso. Stendere l'impasto sulla teglia del forno rivestita come al solito e far cuocere per 10 / 12 minuti; Si ottiene un pan di Spagna basso.
Nel frattempo preparare la crema mettendo a scaldare il latte con la scorza di limone e la vaniglia, meno un bicchiere, sbattere benissimo i tuorli con lo zucchero, unire la farina e allungare con il bicchiere di latte rimasto indietro; mentre il latte sta staccando il bollore versare velocemente l'impasto preparato e, sempre girando con la frusta portare a cottura, ci vorranno cinque, sei minuti; profumare con il limoncello.
Mentre la crema raffredda, io la piazzo a bagnomaria con un bel po' di ghiaccio e la giro ogni tanto, sformare il pan di Spagna su un canovaccio e bagnarlo con lo sciroppo (ottenuto facendo bollire acqua e zucchero, a freddo aggiungere il limoncello).
Ora si prepara la crema chantilly unendo la panna montata, senza zucchero, alla crema pasticcera ben fredda
e se ne stendono alcune cucchiaiate sul pan di Spagna si cosparge con i lamponi di un cestino e, con l'aiuto del canovaccio, si arrotola ottenendo un bel cilindro che, avvolto nella pellicola per alimenti, ho messo nel congelatore per un paio d'ore.
Passate le due ore ho rivestito una ciotola con la pellicola per alimenti, ho tagliato a rondelle il rotolo e con queste ho rivestito l'interno della ciotola, io non ci ho pensato ma nei piccoli vuoti che restano si potrebbe mettere un lampone, poi ho riempito il vuoto con la crema chantilly e lamponi, ho chiuso con altre rondelle di pan di Spagna; ma se non avanzassero se ne può fare a meno! Si ricopre con pellicola e si mette in freezer.
Tutto questo l'ho fatto il giorno prima, ma nessuno vieta di prepararsi anche con una settimana d'anticipo! Basta togliere la charlotte dal freezer tre ore prima e tenerla nel frigo normale, al momento opportuno si sforma sul vassoio, si guarnisce di panna montata, dolce, e lamponi, a piacere e si serve....
CHARLOTTE AI LAMPONI E CHANTILLY AL LIMONE (tratta da Alice di Agosto)
Ingredienti:
- per il pan di Spagna
10 tuorli
10 albumi
300 g zucchero
300 g farina 00
(io ci metto 1/3 di bustina di lievito tanto per non aver paura)
un pizzichino di sale
- per la chantilly al limone
8 tuorli
1 l di latte intero
250 g di zucchero
100 g di farina
scorza di un limone non trattato
il dentro di un baccello di vaniglia
60 g di limoncello
500 g di panna fresca
- per la bagna
2 bicchieri d'acqua
un bicchierino di limoncello
tre cucchiai di zucchero
- per la decorazione
4 cestini di lamponi freschi (lavati e asciugati delicatamente)
250 g di panna fresca (io ne ho usata meno)
Procedimento
Per fare il pan di Spagna, accendere il forno a 180 / 200°, si montano i tuorli con 100 g di zucchero e le chiare, a neve ferma, con i restanti 200 g.Unire delicatamente tuorli e chiare montati, alla farina setacciata con il lievito e amalgamare bene con il solito movimento dall'alto in basso. Stendere l'impasto sulla teglia del forno rivestita come al solito e far cuocere per 10 / 12 minuti; Si ottiene un pan di Spagna basso.
Nel frattempo preparare la crema mettendo a scaldare il latte con la scorza di limone e la vaniglia, meno un bicchiere, sbattere benissimo i tuorli con lo zucchero, unire la farina e allungare con il bicchiere di latte rimasto indietro; mentre il latte sta staccando il bollore versare velocemente l'impasto preparato e, sempre girando con la frusta portare a cottura, ci vorranno cinque, sei minuti; profumare con il limoncello.
Mentre la crema raffredda, io la piazzo a bagnomaria con un bel po' di ghiaccio e la giro ogni tanto, sformare il pan di Spagna su un canovaccio e bagnarlo con lo sciroppo (ottenuto facendo bollire acqua e zucchero, a freddo aggiungere il limoncello).
Ora si prepara la crema chantilly unendo la panna montata, senza zucchero, alla crema pasticcera ben fredda
e se ne stendono alcune cucchiaiate sul pan di Spagna si cosparge con i lamponi di un cestino e, con l'aiuto del canovaccio, si arrotola ottenendo un bel cilindro che, avvolto nella pellicola per alimenti, ho messo nel congelatore per un paio d'ore.
Passate le due ore ho rivestito una ciotola con la pellicola per alimenti, ho tagliato a rondelle il rotolo e con queste ho rivestito l'interno della ciotola, io non ci ho pensato ma nei piccoli vuoti che restano si potrebbe mettere un lampone, poi ho riempito il vuoto con la crema chantilly e lamponi, ho chiuso con altre rondelle di pan di Spagna; ma se non avanzassero se ne può fare a meno! Si ricopre con pellicola e si mette in freezer.
Tutto questo l'ho fatto il giorno prima, ma nessuno vieta di prepararsi anche con una settimana d'anticipo! Basta togliere la charlotte dal freezer tre ore prima e tenerla nel frigo normale, al momento opportuno si sforma sul vassoio, si guarnisce di panna montata, dolce, e lamponi, a piacere e si serve....
mercoledì 24 agosto 2011
LA MIA ESTATE
Uffa!!!
Non so come, non so perché, ma per me il tempo ha una vita propria…Un attimo fa ero a fare i biscottini al cacao , erano i primi di giugno ed improvvisamente eccomi alla fine di agosto…
La mia estate, quella del mare, quella con i cuccioli, quella che aspettavo con ansia e che pensavo di gustarmi, centellinarmi momento per momento è già passata…
Le giornate sotto l’ombrellone, i tuffi, le fette di cocomero, i panini mangiati alle due dei pomeriggi roventi, seduti sui lettini spargendo le briciole per i passerotti che non temono avvicinarsi…volate via….
Le serate con un libro seduta sull’unica panchina con il lampione rimasta libera aspettando loro, quelli che ormai sono “grandi”…che vogliono uscire con gli amici della compagnia…che cominciano a guardarsi intorno con occhi diversi e che ridono…leticano…fanno pace con un cazzottone e una spinta…quelli che si distruggono le ginocchia a giocare a pallone in pineta e quelli che si dipingono le magliette con gli uniposka con “Evviva i Bagni …….” e fanno la ola per festeggiare un gol tra due asciugamani appallottolati che fanno da pali… quelli che :- Nonna, nonna dai!!! Facciamo un torneo di ping-pong su a casa…e poi si mangia tutti insieme!!!
E così i nonni mettono a tavola diciassette, dico diciassette, adolescenti misti con lasagne e panini a iosa, con il padron di casa-nonno che partecipa al torneo e si diverte un barchino…che a mezzanotte fa i giri per tutto il paese a riportare questo e quella che quasi quasi sarebbero pure rimasti a dormire bastava avere qualche sacco a pelo….
Tutto passato.
Tutto nel CUORE!
E ora avanti, verso nuove emozioni…..
venerdì 3 giugno 2011
...l'universo.... con i "pan di luna"...
SCUSATEMI!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non sono caduta in un altro universo....invece sì!!!!!!
A causa del cambiamento di gestore telefonico ci siamo trovati persi nel nulla telematico.
Come è noto io sono una schiappa per tutto ciò che riguarda lo "spippolamento"...non quello base, che mi permette di affacciarmi con le mie chiacchiere nel mondo web, ma quello vero, sostanzioso, quello che appunto permette il nuovo allaccio...ha tentato la figlia grande di guidarmi per telefono, ma io sono refrattaria...
Comunque, alla fine, il padron di casa, guidato pure lui non crediate, ce l'ha fatta!!! Manca ancora la posta, ma ce ne faremo una ragione....
Per consolazione ecco la ricetta dei biscottini che mi sono rielaborata partendo da un avanzo di pasta frolla al cioccolato trovata su un certo libro-quaderno che mi è stato regalato da gente che mi ha capito perfettamente...
Siccome esistono già sotto un nome ben noto, i miei si chiamano, appunto,
" PAN DI LUNA" e vi assicuro che sono moooolto più buoni...
Per la frolla:
150 g di burro
180 g di zucchero
300 g di farina
3 cucchiai di cacao amaro
1 uovo intero
1 o 2 cucchiai di acqua fredda
sale un pizzichino
Per guarnire:
una chiara d'uovo
1 etto circa di zucchero a velo
Ho messo tutti gli ingredienti per la frolla nel mixer, l'ho avviato e fatto andare finchè si è formata una palla, ci vogliono due, tre minuti.
Ho messo la frolla in frigo coperta con la pellicola per alimenti per un'oretta.
Ho steso la frolla con il matterello, spessore 1/2 centimetro circa, e con il copapasta di circa 3 cm di diametro ho fatto tanti biscottini (con questa dose me ne sono venuti 50) che ho cotto in forno caldo, 170°, per circa 10 minuti. OCCHIO! Perchè sono neri e si va a naso!!! (Questi si potevano chiamare anche " pan di circa")
Quando si sono raffreddati ho mescolato lo zucchero a velo con la chiara, aggiungendola piano piano per non rischiare di mettercene troppa e di dover aggiungere zucchero all'infinito, fino ad avere una pastella sodina, l'ho inserita nel sac-à-poche e mi sono divertita...
Dopo un paio d'ore la glassa è secca e si può incominciare a mangiare!!!
Non sono caduta in un altro universo....invece sì!!!!!!
A causa del cambiamento di gestore telefonico ci siamo trovati persi nel nulla telematico.
Come è noto io sono una schiappa per tutto ciò che riguarda lo "spippolamento"...non quello base, che mi permette di affacciarmi con le mie chiacchiere nel mondo web, ma quello vero, sostanzioso, quello che appunto permette il nuovo allaccio...ha tentato la figlia grande di guidarmi per telefono, ma io sono refrattaria...
Comunque, alla fine, il padron di casa, guidato pure lui non crediate, ce l'ha fatta!!! Manca ancora la posta, ma ce ne faremo una ragione....
Per consolazione ecco la ricetta dei biscottini che mi sono rielaborata partendo da un avanzo di pasta frolla al cioccolato trovata su un certo libro-quaderno che mi è stato regalato da gente che mi ha capito perfettamente...
Siccome esistono già sotto un nome ben noto, i miei si chiamano, appunto,
" PAN DI LUNA" e vi assicuro che sono moooolto più buoni...
Per la frolla:
150 g di burro
180 g di zucchero
300 g di farina
3 cucchiai di cacao amaro
1 uovo intero
1 o 2 cucchiai di acqua fredda
sale un pizzichino
Per guarnire:
una chiara d'uovo
1 etto circa di zucchero a velo
Ho messo tutti gli ingredienti per la frolla nel mixer, l'ho avviato e fatto andare finchè si è formata una palla, ci vogliono due, tre minuti.
Ho messo la frolla in frigo coperta con la pellicola per alimenti per un'oretta.
Ho steso la frolla con il matterello, spessore 1/2 centimetro circa, e con il copapasta di circa 3 cm di diametro ho fatto tanti biscottini (con questa dose me ne sono venuti 50) che ho cotto in forno caldo, 170°, per circa 10 minuti. OCCHIO! Perchè sono neri e si va a naso!!! (Questi si potevano chiamare anche " pan di circa")
Quando si sono raffreddati ho mescolato lo zucchero a velo con la chiara, aggiungendola piano piano per non rischiare di mettercene troppa e di dover aggiungere zucchero all'infinito, fino ad avere una pastella sodina, l'ho inserita nel sac-à-poche e mi sono divertita...
Dopo un paio d'ore la glassa è secca e si può incominciare a mangiare!!!
giovedì 19 maggio 2011
BUON COMPLEANNO ITALIA!!!!
Per festeggiare questi famosi centocinquant'anni la mia scuola di pittura ci ha coinvolti in una mini mostra sul tema dell'unità...
Per trovare qualcosa che, secondo me ovvio, rendesse un po' l'idea di ciò mi sono alquanto scervellata...
Ecco il prodotto di cotanta fatica, insomma ci ho "lavorato" per circa due mesi !
Ora vorrei che qualcuno, liberamente, mi aiutasse a trovare un titolo ....
Per trovare qualcosa che, secondo me ovvio, rendesse un po' l'idea di ciò mi sono alquanto scervellata...
Ecco il prodotto di cotanta fatica, insomma ci ho "lavorato" per circa due mesi !
Ora vorrei che qualcuno, liberamente, mi aiutasse a trovare un titolo ....
venerdì 13 maggio 2011
PASSEGGIATA CON... E TORTA SENZA...
Ho deciso.
Insomma… diciamo che mi ci provo.
Ieri sono andata ha comprare le scarpe da “running”, credo voglia dire “corsa”… ovviamente sarà grassa che io cammini…
Così ora devo proprio andare a camminare, con quello che ho speso…
Quindi stamani mi sono preparata e sono scesa al lago.
Essendo circa le 8 e 30 di un qualsiasi venerdì non c’era praticamente nessuno.
Che meraviglia! Aria frizzantina, sole splendente, silenzio… anzi un assordante cinguettio di uccelletti indaffarati, non mi è riuscito fotografarne nemmeno uno, mica possono stare in posa, loro.
Invece chi si è praticamente bloccato sono stati due dolcissimi coniglietti… uno grande come una pagnotta da due etti e l’altro come una briosce alla crema!!! Lo sapevo che c’erano ma riuscire a vederli è stato come acchiappare una fata…
Non ci sono ancora molti fiori, ma le roselline selvatiche e le ginestre mi hanno fatto compagnia lungo il cammino.
Però che bel paesaggio!!!
Tra le roselline piantate e quasi abbandonate,( ma perché tutte le amministrazioni politico- amministrative fanno un monte di progetti, mettono su cose anche belle e poi abbandonano tutto?), che sono riuscite a fiorire nonostante siano praticamente soffocate dalle erbacce, si intravede, di là dal lago, la chiesina di San Giovanni in Petrojo, credo risalga all’anno 1200, e dovrebbe essere stata sotto la diretta influenza dei Medici, quando partì la loro avventura dal castello del Trebbio che si trova poco lontano…
Nonostante il riflesso si vedono la diga…
…ed i viadotti…
…e…ma guardate che pescioni!!!! Peseranno due chili e oltre, sono carpe e cavedani, a volte saltano fuori dall’acqua per prendere gli insetti al volo e sono impressionanti!
Questo fiore non lo conosco, ma era bello!
Tra gli alberi il paesello…
Dopo due ore ero di nuovo alla macchina, mi sono fatta circa sei chilometri tra una foto e l’altra, vedremo quando riprovare…
Siccome, forse, ho consumato 30 o 40 grammi, per rimediare ecco una bella torta!!!
Però, davvero questa è una torta speciale! E’ la torta africana, ma io la chiamo:
LA TORTA…SENZA
Perché è senza burro, senza olio, senza uova! La gioia del padron di casa che fa la guerra al colesterolo!
Quando la mia amica Sara mi ha dato la ricetta non ci credevo, ma poi…!
100 g farina
100 g fecola di patate
150 g di cacao amaro in polvere
140 g zucchero
100 g di cedro o arancia candita
la buccia di un’arancia grattata
1 busta di lievito per dolci
450/500 ml di latte, anche parzialmente scremato (volendo anche metà acqua e metà latte)
Si accende il forno a 170° e, mentre si scalda, si mescolano tutti gli ingredienti secchi in una zuppiera poi, sempre mescolando, si unisce il latte a filo, fino ad ottenere un composto abbastanza fluido; la dose del latte varia perché le farine possono essere più o meno asciutte.
Si prepara una tortiera media con la carta forno, si versa l’impasto, si fa cuocere per 35/40 minuti, si fa raffreddare un po’e si sforma. L’ho spolverizzata di zucchero ma dopo alcune ore la torta lo assorbe perché rimane un po’ umida…se vi regge alcune ore…
Insomma… diciamo che mi ci provo.
Ieri sono andata ha comprare le scarpe da “running”, credo voglia dire “corsa”… ovviamente sarà grassa che io cammini…
Così ora devo proprio andare a camminare, con quello che ho speso…
Quindi stamani mi sono preparata e sono scesa al lago.
Essendo circa le 8 e 30 di un qualsiasi venerdì non c’era praticamente nessuno.
Che meraviglia! Aria frizzantina, sole splendente, silenzio… anzi un assordante cinguettio di uccelletti indaffarati, non mi è riuscito fotografarne nemmeno uno, mica possono stare in posa, loro.
Invece chi si è praticamente bloccato sono stati due dolcissimi coniglietti… uno grande come una pagnotta da due etti e l’altro come una briosce alla crema!!! Lo sapevo che c’erano ma riuscire a vederli è stato come acchiappare una fata…
Non ci sono ancora molti fiori, ma le roselline selvatiche e le ginestre mi hanno fatto compagnia lungo il cammino.
Però che bel paesaggio!!!
Tra le roselline piantate e quasi abbandonate,( ma perché tutte le amministrazioni politico- amministrative fanno un monte di progetti, mettono su cose anche belle e poi abbandonano tutto?), che sono riuscite a fiorire nonostante siano praticamente soffocate dalle erbacce, si intravede, di là dal lago, la chiesina di San Giovanni in Petrojo, credo risalga all’anno 1200, e dovrebbe essere stata sotto la diretta influenza dei Medici, quando partì la loro avventura dal castello del Trebbio che si trova poco lontano…
Nonostante il riflesso si vedono la diga…
…ed i viadotti…
…e…ma guardate che pescioni!!!! Peseranno due chili e oltre, sono carpe e cavedani, a volte saltano fuori dall’acqua per prendere gli insetti al volo e sono impressionanti!
Questo fiore non lo conosco, ma era bello!
Tra gli alberi il paesello…
Dopo due ore ero di nuovo alla macchina, mi sono fatta circa sei chilometri tra una foto e l’altra, vedremo quando riprovare…
Siccome, forse, ho consumato 30 o 40 grammi, per rimediare ecco una bella torta!!!
Però, davvero questa è una torta speciale! E’ la torta africana, ma io la chiamo:
LA TORTA…SENZA
Perché è senza burro, senza olio, senza uova! La gioia del padron di casa che fa la guerra al colesterolo!
Quando la mia amica Sara mi ha dato la ricetta non ci credevo, ma poi…!
100 g farina
100 g fecola di patate
150 g di cacao amaro in polvere
140 g zucchero
100 g di cedro o arancia candita
la buccia di un’arancia grattata
1 busta di lievito per dolci
450/500 ml di latte, anche parzialmente scremato (volendo anche metà acqua e metà latte)
Si accende il forno a 170° e, mentre si scalda, si mescolano tutti gli ingredienti secchi in una zuppiera poi, sempre mescolando, si unisce il latte a filo, fino ad ottenere un composto abbastanza fluido; la dose del latte varia perché le farine possono essere più o meno asciutte.
Si prepara una tortiera media con la carta forno, si versa l’impasto, si fa cuocere per 35/40 minuti, si fa raffreddare un po’e si sforma. L’ho spolverizzata di zucchero ma dopo alcune ore la torta lo assorbe perché rimane un po’ umida…se vi regge alcune ore…
venerdì 11 marzo 2011
CIAO MAO....
...I giardini di Marzo si vestono di nuovi colori
E le giovani donne in quel mese vivono nuovi amori
Camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti "tu muori"
Se mi aiuti son certo che io ne verrò fuori
Ma non una parola chiarì i miei pensieri
Continuai a camminare lasciandoti attore di ieri
Che anno è
Che giorno è
Questo è il tempo di vivere con te
Le mie mani come vedi non tremano più
E ho nell'anima
In fondo all'anima cieli immensi
E immenso amore
E poi ancora ancora amore amor per te
Fiumi azzurri e colline e praterie
Dove scorrono dolcissime le mie malinconie
L'universo trova spazio dentro me
Ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è
Quando ieri pomeriggio sono tornata dallo studio della veterinaria con un fagotto pesante in braccio...molto pesante..e mi sono accinta scavare una buca in girdino...mi è esplosa questa struggente canzone nel cuore.
E' stata il saluto per il compagno peloso di questi dodici anni appena passati.
Un compagno amoroso, docile, intelligente e schivo che mi amava senza remore, senza mai rimproverarmi mancanze e distrazioni.
Un compagno che il destino si è preso quando ancora era forte e pieno di vita.
Chi ha un animaletto sa che cosa voglio dire.
Ciao Mao.
Spero che tu sia in un posto bello, pieno di luce e calore. Dio ha fatto il mondo, non può non aver pensato anche ai nostri amici animali...
Ciao gatto grasso
bello, bellissimo di muso
e grasso addosso
...una lacrima per te...
E le giovani donne in quel mese vivono nuovi amori
Camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti "tu muori"
Se mi aiuti son certo che io ne verrò fuori
Ma non una parola chiarì i miei pensieri
Continuai a camminare lasciandoti attore di ieri
Che anno è
Che giorno è
Questo è il tempo di vivere con te
Le mie mani come vedi non tremano più
E ho nell'anima
In fondo all'anima cieli immensi
E immenso amore
E poi ancora ancora amore amor per te
Fiumi azzurri e colline e praterie
Dove scorrono dolcissime le mie malinconie
L'universo trova spazio dentro me
Ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è
Quando ieri pomeriggio sono tornata dallo studio della veterinaria con un fagotto pesante in braccio...molto pesante..e mi sono accinta scavare una buca in girdino...mi è esplosa questa struggente canzone nel cuore.
E' stata il saluto per il compagno peloso di questi dodici anni appena passati.
Un compagno amoroso, docile, intelligente e schivo che mi amava senza remore, senza mai rimproverarmi mancanze e distrazioni.
Un compagno che il destino si è preso quando ancora era forte e pieno di vita.
Chi ha un animaletto sa che cosa voglio dire.
Ciao Mao.
Spero che tu sia in un posto bello, pieno di luce e calore. Dio ha fatto il mondo, non può non aver pensato anche ai nostri amici animali...
Ciao gatto grasso
bello, bellissimo di muso
e grasso addosso
...una lacrima per te...
venerdì 4 marzo 2011
CARNEVALE DOLCE CON CONTORNO DI QUESTIONARIO
Mamma mia che carnevale lungo!!!
Non ho memoria di un periodo così!
Per me, però, non è un carnevale come gli altri in quanto è la prima volta da che sono sposata che non costruisco qualche costume. Ho cominciato la mia avventura come apprendista sarta proprio con le mascherine, prima per me e il mio padron di casa, poi per le figlie i loro “amici” e infine per i miei cuccioli…
Forse sarà perchè non ho nessuno da “vestire” che questo carnevale mi pare lungo e noioso…
In compenso la mascella balla e … mastica!
SCHIACCIATA ALLA FIORENTINA
Come molti dolci antichi e di famiglia non esiste una sola ricetta, ma ne trovi una in ogni casa e ogni cuoco fiorentino che si rispetti ha la sua…
Questa me l’ha passata Lisa, un’amica d’ago…
Ingredienti
500 g di farina
200 g di zucchero
200 g di strutto
2 uova
1 arancia bio scorza e succo
20 g lievito di birra
¼ di latte
Sale un pizzichino
1 cucchiaino di miele, questo l’ho messo di mio.
Procedimento
Foderare la tipica teglia 30x22, (se si usa una teglia tonda non succede proprio nulla), con carta forno, versarvi l’impasto e far rilievitare per un’ altra ora.
Far scaldare il forno fino a 220°, poi abbassare fino a 180° e infornare immediatamente, far cuocere per 30 minuti, poi abbassare a 170° e far andare ancora per 15 minuti.
Quando la schiacciata sarà tiepida sformarla e ricoprirla di zucchero a velo.
Volendo fare cosa goduriosa farcirla di crema o di panna montata!!!
Ed eccomi con il questionario sui libri propostomi dalla mia cara mammadeglialieni
Nel rispondere mi sono resa conto di aver letto un po’ poco quest’anno ^^!
Quanti libri hai letto nel 2010?
O mamma, mi sembra una decina….
Quanti erano romanzi e quanti no?
Tutti romanzi
Il miglior libro letto?
Triste, ma bello “L’ultima estate che giocammo ai pirati” di Alessandro Soprani
Il libro più brutto?
Forse quello che ho tra le mani ora “Appunti di un venditore di donne” di Faletti, per ora è una delusione, gli altri suoi mi erano piaciuti molto.
Il libro più vecchio?
Vecchio? Mah! Forse “La gabbianella e il gatto” di Sepùlveda, riletto con la cucciola per le vacanze di Natale per la scuola.
Il libro più recente?
L’ultimo di Faletti.
Qual è il libro con il titolo più lungo?
“L’ultima estate che giocammo ai pirati”, mi pare.
Quello con il titolo più corto?
“Acciaio” di Silvia Avallone
Quanti libri hai riletto?
“Sotto il sole di Toscana” di Frances Mayes, la prima parte, dove racconta la ricerca della casa del suo cuore…e “Profumo di casa” diario di Laura Tanini de Miccis, una donna dell’ottocento.
E quale vorresti rileggere?
Ora non ho voglia di rileggere nulla.
I libri più letti dello stesso autore quest'anno?
E’ difficile che mi fissi con un solo autore.
Quanti libri scritti da autori italiani?
Non mi ricordo, ma che memoria!
Quanti di questi libri sono stati presi in biblioteca?
Molti libri che leggo provengono dalla biblioteca.
Dei libri letti quanti erano nel formato e-book?
Nessuno. Prima che ci arrivi io ne passerà d’acqua sotto i ponti!!! Vuoi mettere il profumo della carta? E il rumorino delle pagine sfogliate? E la possibilità di strapazzare un po’ il volume nelle varie borse… e poi duro già fatica a trattare con il pc mi volete dare un altro attrezzo diabolico?????? Oddio, pensando agli alberi…però, comunque non c’è verso di sfuggire allo sciupio e all’inquinamento, anche i vari telefonini, mini pc, lettori elettronici hanno bisogno di energia, materie prime rare e quando sono alla fine non si sa mai dove buttarli !
Rileggendo le mie risposte mi sovviene una vaga tristezza, ma che leggo a fare se poi non ricordo cosa e chi ho letto?
Non ho memoria di un periodo così!
Per me, però, non è un carnevale come gli altri in quanto è la prima volta da che sono sposata che non costruisco qualche costume. Ho cominciato la mia avventura come apprendista sarta proprio con le mascherine, prima per me e il mio padron di casa, poi per le figlie i loro “amici” e infine per i miei cuccioli…
Forse sarà perchè non ho nessuno da “vestire” che questo carnevale mi pare lungo e noioso…
In compenso la mascella balla e … mastica!
SCHIACCIATA ALLA FIORENTINA
Come molti dolci antichi e di famiglia non esiste una sola ricetta, ma ne trovi una in ogni casa e ogni cuoco fiorentino che si rispetti ha la sua…
Questa me l’ha passata Lisa, un’amica d’ago…
Ingredienti
500 g di farina
200 g di zucchero
200 g di strutto
2 uova
1 arancia bio scorza e succo
20 g lievito di birra
¼ di latte
Sale un pizzichino
1 cucchiaino di miele, questo l’ho messo di mio.
Sciogliere il lievito con il miele, unire il latte tiepido e 300 g di farina, lavorare e far lievitare per un paio d’ore nel forno spento ma tiepido.
Nel robot da cucina (io l'ho fatto sul marmo, ma la prossima volta!) sbattere le uova, lo zucchero, il succo e la scorza dell’arancia, unire ora il lievitino rilavorato con le mani un po’ unte d’olio, lo strutto e la farina rimasta, far andare il robot fino ad avere un impasto ben amalgamato, viene decisamente morbido.
Foderare la tipica teglia 30x22, (se si usa una teglia tonda non succede proprio nulla), con carta forno, versarvi l’impasto e far rilievitare per un’ altra ora.
Far scaldare il forno fino a 220°, poi abbassare fino a 180° e infornare immediatamente, far cuocere per 30 minuti, poi abbassare a 170° e far andare ancora per 15 minuti.
Quando la schiacciata sarà tiepida sformarla e ricoprirla di zucchero a velo.
Volendo fare cosa goduriosa farcirla di crema o di panna montata!!!
Ed eccomi con il questionario sui libri propostomi dalla mia cara mammadeglialieni
Nel rispondere mi sono resa conto di aver letto un po’ poco quest’anno ^^!
Quanti libri hai letto nel 2010?
O mamma, mi sembra una decina….
Quanti erano romanzi e quanti no?
Tutti romanzi
Il miglior libro letto?
Triste, ma bello “L’ultima estate che giocammo ai pirati” di Alessandro Soprani
Il libro più brutto?
Forse quello che ho tra le mani ora “Appunti di un venditore di donne” di Faletti, per ora è una delusione, gli altri suoi mi erano piaciuti molto.
Il libro più vecchio?
Vecchio? Mah! Forse “La gabbianella e il gatto” di Sepùlveda, riletto con la cucciola per le vacanze di Natale per la scuola.
Il libro più recente?
L’ultimo di Faletti.
Qual è il libro con il titolo più lungo?
“L’ultima estate che giocammo ai pirati”, mi pare.
Quello con il titolo più corto?
“Acciaio” di Silvia Avallone
Quanti libri hai riletto?
“Sotto il sole di Toscana” di Frances Mayes, la prima parte, dove racconta la ricerca della casa del suo cuore…e “Profumo di casa” diario di Laura Tanini de Miccis, una donna dell’ottocento.
E quale vorresti rileggere?
Ora non ho voglia di rileggere nulla.
I libri più letti dello stesso autore quest'anno?
E’ difficile che mi fissi con un solo autore.
Quanti libri scritti da autori italiani?
Non mi ricordo, ma che memoria!
Quanti di questi libri sono stati presi in biblioteca?
Molti libri che leggo provengono dalla biblioteca.
Dei libri letti quanti erano nel formato e-book?
Nessuno. Prima che ci arrivi io ne passerà d’acqua sotto i ponti!!! Vuoi mettere il profumo della carta? E il rumorino delle pagine sfogliate? E la possibilità di strapazzare un po’ il volume nelle varie borse… e poi duro già fatica a trattare con il pc mi volete dare un altro attrezzo diabolico?????? Oddio, pensando agli alberi…però, comunque non c’è verso di sfuggire allo sciupio e all’inquinamento, anche i vari telefonini, mini pc, lettori elettronici hanno bisogno di energia, materie prime rare e quando sono alla fine non si sa mai dove buttarli !
Rileggendo le mie risposte mi sovviene una vaga tristezza, ma che leggo a fare se poi non ricordo cosa e chi ho letto?
Iscriviti a:
Post (Atom)





















































